{"id":5968,"date":"2021-04-21T11:40:31","date_gmt":"2021-04-21T09:40:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/?p=5968"},"modified":"2021-04-21T14:47:11","modified_gmt":"2021-04-21T12:47:11","slug":"in-materia-di-diritto-di-critica1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/?p=5968&lang=it","title":{"rendered":"IN MATERIA DI DIRITTO DI CRITICA: PER LA CASSAZIONE INTEGRA IL REATO DI DIFFAMAZIONE DARE DEL \u201cCLOCHARD\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Massima <\/strong><strong>Cassazione penale sez.<\/strong><strong> V del<\/strong><strong> 14 ottobre 2020<\/strong> <strong>n.33115<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>Integra il delitto di diffamazione l&#8217;invio di una lettera di contestazione in cui un dipendente venga qualificato come <\/em><em>\u201c<\/em><em>clochard<\/em><em>\u201d<\/em><em> in modo dispregiativo in relazione all&#8217;aspetto ritenuto trasandato, non potendo ritenersi configurabile <\/em><em>l\u2019<\/em><em>esimente del diritto di critica, in quanto tale appellativo, pur in s\u00e9 non offensivo, assume tale valenza ove venga utilizzato in maniera dispregiativa, con riferimento al vestiario ed alle sembianze, e con modalit\u00e0 del tutto gratuite ed eccentriche rispetto al contesto espressivo di riferimento<\/em><em>\u201d<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>(CED Cass. pen. 2021).<\/p>\n<p>La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso avverso la pronuncia del Tribunale di Trapani, in funzione di giudice di appello, \u00a0in riforma della sentenza assolutoria di primo grado. Il Giudice di merito aveva condannato l\u2019imputato per il reato di diffamazione per avere offeso la reputazione di un dipendente dell\u2019azienda, dolendosi della \u201c<em>mancanza di tesserino di riconoscimento e di idoneo abbigliamento\u2026 perch\u00e9 dal vestiario usato e dalle sembianze sembrava pi\u00f9\u0300 un clochard che un dipendente ENEL\u201d<\/em>, mediante l&#8217;invio di una missiva alle direzioni aziendali<br \/>\nIn primo luogo, i Giudici di legittimit\u00e0 hanno richiamato il consolidato orientamento secondo cui, in materia di diffamazione, \u201c<em>la Corte di cassazione pu\u00f2 conoscere e valutare l&#8217;offensivit\u00e0 della frase che si assume lesiva della altrui reputazione perch\u00e9 \u00e8 compito del giudice di legittimit\u00e0 procedere in primo luogo a considerare la sussistenza o meno della materialit\u00e0 della condotta contestata e, quindi, della portata offensiva delle frasi ritenute diffamatorie, dovendo, in caso di esclusione di questa, pronunciare sentenza di assoluzione dell&#8217;imputato<\/em><em>\u201d<\/em> (orientamento da ultimo ribadito da <a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=8354276&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">C<\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=8354276&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">ass. pen. <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=8354276&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">S<\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=8354276&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">ez.<\/a> <a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=8354276&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">V<\/a> del <a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=8354276&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">10 ottobre 2019<\/a> <a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=8354276&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">n. 2473<\/a>).<br \/>\nPassando all\u2019esame sulla portata offensiva dell&#8217;espressione utilizzata, la Corte Suprema arriva alla conclusione che sebbene l\u2019attribuzione dell\u2019epiteto clochard non sia di per s\u00e9 astrattamente offensiva, nel caso di specie il termine era connotato da una specifica carica denigratoria. Invero, qualora vi siano finalit\u00e0 dispregiative e modalit\u00e0 di attribuzione del termine del tutto gratuite rispetto al contesto espressivo di riferimento, queste configurano il reato di diffamazione, dovendosi escludere l\u2019applicabilit\u00e0 dell\u2019esimente di cui all\u2019<a href=\"#\/ricerca\/fonti_documento?idDatabank=10&amp;idDocMaster=3948141&amp;idUnitaDoc=20111785&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">art. 51 <\/a><a href=\"#\/ricerca\/fonti_documento?idDatabank=10&amp;idDocMaster=3948141&amp;idUnitaDoc=20111785&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">c.p.<\/a>.<\/p>\n<p>I Giudici del Palazzaccio hanno ritento le suddette espressioni <em>\u201cnon strettamente funzionali alla finalit\u00e0 di disapprovazione dell&#8217;operato del suddetto ente, essendo invece sintomatiche di una gratuita ed immotivata aggressione della reputazione del dipendente incaricato del sopralluogo cui ha partecipato l&#8217;imputato<\/em>\u201d. La Corte ha operato una valutazione della portata offensiva delle espressioni applicando, quali criteri interpretativi, le parole utilizzate, la loro evoluzione semantica nonch\u00e9 il contesto socio-culturale e storico nel quale sono espresse. Sulla base di tali indici i Giudici di legittimit\u00e0 hanno ritenuto che \u2013 nel caso di specie &#8211; il termine \u201cclochard\u201d avesse un significato degenere nell\u2019opinione comune, definito come \u201c<em>oggetto di gratuito e anacronistico disprezzo sociale, frutto di opzioni culturali di \u201caporofobia\u201d, caratterizzate da odio, repulsione e, in molti casi, violenta ostil<\/em><em>it\u00e0<\/em><em> di fronte ai soggetti che vivono in stato di indigenza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La pronuncia in esame ha assunto una posizione pi\u00f9 rigida sulla continenza nel diritto di critica rispetto ad altri precedenti sentenze. \u00a0In effetti, \u00a0i parametri per il riconoscimento dell\u2019esimente del diritto di critica si basano su una \u201c<em>forma espositiva corretta, strettamente funzionale alla finalit\u00e0 di disapprovazione e che non trasmodi nella gratuita ed immotivata aggressione dell&#8217;altrui reputazione, ma non vieta l&#8217;utilizzo di termini che, sebbene oggettivamente offensivi, hanno anche il significato di mero giudizio critico negativo di cui si deve tenere conto alla luce del complessivo contesto in cui il termine viene utilizzato<\/em>\u201d (Cfr. Cass. pen., Sez. V, 19 febbraio 2020, n. 17243). \u00a0Tanto che i Giudici di legittimit\u00e0 avevano ritenuto continente l\u2019utilizzo di termini quali \u201cputtaniere\u201d, \u201cincompetente\u201d e \u201cidiota\u201d riconoscendo legittima l&#8217;asprezza dei toni e delle parole usate rispetto al contesto in quanto strettamente funzionali al legittimo esercizio del diritto di critica (cfr. <a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=5137136&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">Cass. pen., <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=5137136&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">Sez. <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=5137136&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">V<\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=5137136&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">, <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=5137136&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">24 giugno 2016, <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=5137136&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">n. 37397<\/a>, <a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4708167&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">Cass. pen., <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4708167&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">S<\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4708167&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">ez. <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4708167&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">V<\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4708167&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">, <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4708167&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">14 aprile 2015, <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4708167&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">n. 31669<\/a>, Cass. pen.,Sez. V, 29 novembre 2019, n. 15089).<\/p>\n<p>Nella sentenza de qua l&#8217;analisi condotta dalla Suprema Corte ha dapprima valutato il tenore offensivo in concreto del termine a causa della connotazione negativa comunemente attribuita e in seconda battuta ha contestualizzato la condotta di critica nell\u2019ambito dei rapporti istituzionali \/commerciali tra i due uffici, ritendo che questo non potesse integrare un\u2019espressione funzionale al diritto di critica<\/p>\n<p>Si noti infine che l\u2019attribuzione dispregiativa con cui il termine viene utilizzato &#8211; secondo gli ermellini &#8211; integra l\u2019elemento soggettivo del reato di cui all\u2019art. 595 c.p.: la Corte ritiene che la \u201cpalese carica dispregiativa\u201d del termine utilizzato configuri il dolo del reato di diffamazione, che la giurisprudenza, come \u00e8 noto, individua nella forma del dolo generico \u201c<em>anche in forma di dolo eventuale, implicando comunque l&#8217;uso consapevole, da parte dell&#8217;agente, di parole ed espressioni socialmente interpretabili come offensive<\/em>\u201d (<a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4093232&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">Cass. pen., <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4093232&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">Sez. <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4093232&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">V<\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4093232&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">, <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4093232&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">16 ottobre 2013, <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=4093232&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">n. 8419<\/a>; <a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=3733998&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">Cass. pen., <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=3733998&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">Sez. <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=3733998&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">V<\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=3733998&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">, <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=3733998&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">12 dicembre 2012, <\/a><a href=\"#\/ricerca\/giurisprudenza_documento?idDatabank=3&amp;idDocMaster=3733998&amp;idUnitaDoc=0&amp;nVigUnitaDoc=1&amp;docIdx=1&amp;isCorrelazioniSearch=true&amp;correlatoA=Note e Dottrina\">n. 4364<\/a>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"link","meta":{"_vp_format_video_url":"","_vp_image_focal_point":[],"footnotes":""},"categories":[140],"tags":[],"class_list":["post-5968","post","type-post","status-publish","format-link","hentry","category-pubblicazioni-it","post_format-post-format-link"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5968"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5968\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6081,"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5968\/revisions\/6081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siniscalchiassociati.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}